Le vostre risposte a lettera aperta

Ciao a tutti

 

per caso mi sono trovata a visitare il vostro sito Internet, e ciò che ho letto mi è sembrato subito interessante.

Mi presento con il dire che ho due figlie di 20 e12 anni. Fin da piccola ho frequentato la cattedrale di S. Pietro, facendo parte anche del coro voluto dall’amatissimo don Giovanni.

Di conseguenza anche la mia prima figlia ha seguito le mie ombre frequentando il catechismo sia per la 1° Comunione che per la
S. Cresima presso la cattedrale.

Io e mio marito abbiamo seguito in tutto e per tutto il cammino di nostra figlia: partecipavamo tutte le domeniche alla S. Messa, alle riunioni che riguardavano i ragazzi e soprattutto agli incontri voluti da don Claudio per gli adulti.

Di quei momenti ho dei bei ricordi, sono serviti molto a me e a mio marito per capirci e per capire meglio nostra figlia che oramai stava crescendo e anche per confrontarci con gli altri, sia come persone che come genitori.

Quando è arrivato il momento di iscrivere la 2° figlia al primo anno di catechismo però, mi sono trovata davanti ad alcuni ostacoli che sia don Claudio che suor Sandra non hanno provato ad aiutarmi a superare. Per questo motivo, dietro il suggerimento di una mia amica, ho iscritto mia figlia al 1° anno di Catechismo presso la chiesa di S. Rocco (che non avevo mai frequentato). “E’ STATA  LA  COSA  PIU’  AZZECCATA  CHE  POTESSI  MAI  FARE”

Mia figlia, inizialmente restia, è stata subito coinvolta in varie iniziative alle quali ha sempre partecipato con molta gioia, ma soprattutto era bellissimo vedere la sua impazienza a partecipare agli incontri settimanali ai quali mai una volta è voluta mancare. Era così contenta di far parte di quel gruppo che la domenica non eravamo più noi ad accompagnarla a Messa ma era lei a portare noi. Fin dal primo anno ha partecipato ai campi scuola organizzati da “Zia Sandra” sia estivi che invernali, dai quali tornava sempre carica di emozioni nuove e cose da raccontare. A tal proposito vorrei chiedere a Don Claudio per  quale motivo quest’anno non si è svolto. Non basta dire ai bambini e ai genitori dall’altare al termine della Messa : “Quest’anno il campo scuola non si farà”, occorre spiegarne anche i motivi VERI.

Ho sempre creduto che la “CHIESA” fosse un punto di riferimento per adulti, ragazzi e soprattutto bambini. Ultimamente però mi sto ricredendo di ciò che pensavo e sono curiosa di vedere come verrà affrontato questo nuovo anno di catechismo. Dopo la Messa i nostri ragazzi avranno la possibilità di andare presso l’oratorio di S. Rocco?

Se sì, troveranno lì persone in grado di intrattenerli con nuove iniziative? Secondo me i nostri figli hanno bisogno: di stare insieme ai propri coetanei, confrontarsi, mettersi in discussione, scoprire cose nuove…

In passato i nostri ragazzi organizzavano serate a  base di pizza e coca cola presso l’oratorio di S. Rocco. Perché la sala non è più a loro disposizione?  Perché sono costretti a recarsi presso altri luoghi?

Quella sala è la loro perché da quanto ho letto sulla LETTERA APERTA del  sig. Luigi è a loro che era stata affidata. Mai nessun oratorio ha funzionato bene come quello di S. Rocco, compreso quello di S. Pietro che non è mai stato praticato da molti ragazzi.

Sinceramente mi auguro che don Claudio pensi di più al bene di questi ragazzi sia di S. Rocco che di S. Pietro, e che non si organizzino iniziative soltanto per un gruppo ( vedi il corso di chitarra).

Vorrei che  mia figlia la domenica dopo aver partecipato alla S. Messa tornasse a dirmi: “ Mamma vado in saletta, ti aspetto lì…” e
non: “ Vado a fare un giro”.

Mi auguro che don Claudio o chi per sua vece legga questa lettera e mi risponda.

Semplicemente mi firmo una mamma e credo di rappresentare il pensiero di molti.

 

  Lettera 1  pervenuta il:
  29 agosto 2006 e messa online il 31 agosto 2006