Frascati, agosto 2006



Probabilmente non riuscirò ad essere obiettivo....DUE!

Siamo al giugno 2006, ovvero 4 anni dopo la mia  prima lettera-aperta . Vorrei  tentare di fare una "istantanea" sulla  unione delle due parrocchie. Sappiate già da ora che non mi sarà facile, in quanto vi sono continuamente  nuove evoluzioni, quindi qualcosa risulterà... come dire...mossa, quando sarà finito questo elaborato.

Inizio dalla parrocchia di S. Maria in Vivario e dalla sezione che mi sta più a cuore, l'oratorio.

Siamo al giugno dunque e dopo la  lettera al sindaco  praticamente  nulla si è mosso da parte del Comune. Qualche passaggio in più del carabiniere di quartiere forse, che forse, per la forte  e crescente concentrazione di giovani nella bella piazzetta ombreggiata, deve controllare le svariate denunce da parte di cittadini e commercianti locali infuriati dalle maniere e dai  linguaggi  non troppo civili dei giovani  "spaparanzati" sul muretto ed anche dalle scritte provocatorie apparse sui muri del palazzo vescovile (come ben sa anche Lei  Eccellenza).

All' interno della "saletta"  la situazione non è migliore, con uno solo dei due  calcio-balilla rimasto integro e il tavolo da ping-pong spesso inutilizzabile perchè senza racchette che vengono continuamente rubate o rotte.

Mi chiedo se  questo è dovuto alla troppa esuberanza dei gruppi di giovani ( anche sconosciuti ) che vanno e vengono dalla saletta o piuttosto dalla troppa tolleranza di chi controlla?    Sono però cosciente che è facile giudicare per chi ne è al di fuori!...

Il problema  è che  sono rimasti  2 o 3  volontari che si alternano al controllo: certamente tutti  danno il massimo impegno,  ma purtroppo non sempre si è dotati delle capacità per sapersi confrontare con i giovani e riuscire a guadagnare  il loro rispetto.

A mio parere ( e secondo i fatti ), Andrea C. tra loro  è quello che riesce a far seguire un minimo di buon comportamento all'interno dell' oratorio. Da giovane qual è, cerca un  rapporto diretto con i variegati gruppi che, come già detto, vanno e vengono dalla saletta. Vi entrano come già detto, stranieri.  Ragazzi Curdi, Cossovari,  Albanesi,  ma anche giovani i cui genitori,  per  trovare sollievo alla calura estiva romana, si fermano in una delle numerose osterie o ristorantini della zona.  I ragazzi entrano, si guardano attorno,  poi velocemente fanno amicizia e giocano a dama o a carte fra di loro.

Fin qui potrebbe essere  tutto ok  .

Purtroppo  non tutti  fra quei ragazzi si rendono conto, secondo me,   di trovarsi  in un oratorio parrocchiale,  invece che nel bar sotto casa e così anche solo  la semplice  educazione di base fa spesso  fatica ad emergere!

I " nostri ragazzi " invece, cioè i parrocchiani e  i giovani animatori e catechisti,   preferiscono a volte  non entrare se vi trovano già all' interno troppi sconosciuti o se volano troppe parolacce,  oppure talvolta  non si fermano perchè si sentono in minoranza numerica ...

Stento a riconoscere, Eccellenza, la "saletta-oratorio"di qualche anno fa .

Inutile ricordare ragazzetti da 8 anni in  su, seduti anche sul pavimento, che si divertivano a raccontarsi barzellette o a ricordare l'ultimo campo-scuola  fatto insieme, passandosi qualche foto "inedita" !

Mancano le relazioni del solito ma unico Danilo (che svolge altrove quello che non può fare qui) e le riunioni spontanee dei giovani per discutere insieme i loro stessi problemi.

Ok... dovevo fare solo una istantanea della situazione e non un lungometraggio sui ricordi...

Alcuni animatori da qualche tempo tuttavia  hanno iniziato a frequentare gli Oblati O.M.I. di Vermicino, conosciuti nel viaggio in occasione della GMG a Colonia, in Germania.

Sono preti  giovani  e carichi  di entusiasmo. Con loro alcuni  ragazzi hanno finito per trovare un  vero punto di riferimento.

Organizzano belle gite  e partitone al pallone, ma anche incontri e riunioni varie.

Sandra tuttavia non riesce a condividere l'entusiasmo dei ragazzi ( che sono assai pochi in verità) perchè non crede che questo stato di cose duri a lungo. A suo tempo infatti un paio di padri Rogazionisti ci diedero una mano.. e proprio quando si cominciava un rapporto di reciproca stima e fiducia e si iniziava un "cammino" , sia  fratello Antonio e don Rosario accettarono  la  missione che tuttora svolgono a Rebibbia. Ora ci aggiorniamo a vicenda ogni tanto con qualche Mail.
Bene. Passiamo alla chiesa  di S. Maria in Vivario come struttura.

Ha deciso Lei, Eccellenza, di far spostare  il  Tabernacolo  dalla navata destra, al centro,  nella navata principale , sotto il Gesù crocifisso.  " Come in tutte le  altre chiese! " ....(?)... Parole Vostre!

Gli adulti rimasti a dare una mano nella parrocchia  -soprattutto per animare la S. Messa domenicale-  insieme alla infaticabile suor Angela,  hanno già organizzato cartelloni e iniziato la raccolta del denaro, ma ci vorrà comunque molto tempo Eccellenza,  Lei lo sa, per trovare i 15mila euro necessari! Sono sicuro che darà  anche Lei una mano.. se non l'ha già fatto.

Però probabilmente  si sarebbero già potuti  iniziare i lavori, mi consenta Eccellenza questo mio pensiero, se nella gita in Cina fossero andati un paio dei vostri preti in meno...!

Già...Ma chi?...Quale prete sarebbe stato disposto a non partire con Voi Eccellenza? Chi sente un amore così grande verso la sua chiesa e verso i suoi parrocchiani da dover probabilmente disubbidire a Voi e rifiutare di andare ad un viaggio che sicuramente ha   valore diverso specialmente  per un prete, se la gita è in piena Cina ?

Una domenica dopo la Messa delle 10,30 a S. Rocco, sulle scale lei chiedeva ad alcuni parrocchiani: "Dove sono finiti i giovani?  Stà chiesa sò rimasti tutti vecchi.. che sta a fa aperta ? "  

Vi  fu risposto che per disposizione di don Claudio i giovani erano tutti andati alla messa delle  10,00  in cattedrale..

Mi chiedo ora se quelle disposizioni fossero partite effettivamente da Lei, visto la domanda che ha fatto ai suoi parrocchiani, fermo restando il fatto che don Claudio abbia agito in buona fede, spostando in massa i ragazzi alla Cattedrale.

Ma tirando le somme a S. Rocco si resiste.. e bene !    Mi sento riconoscente agli " irriducibili " sanrocchini.

Invece per quanto riguarda la " foto " stavolta sulla Cattedrale ho da dire solo che   il parroco (don Claudio) tende a voler gestire tutto e tutti ma le cose sono molte, e i caratteri diversi e  quindi riesce a controllarne solo alcune e alcuni. Fra le tante cose,  tralascia qui, tralascia là, non riesce a seguire come vorrebbe i suoi parrocchiani, che sono diventati quelli di S. Rocco, del Gesù, della Cattedrale, di Fausto Cecconi  e quando se ne accorge, purtroppo fa fatica a nascondere quello che noi chiamiamo "stress".

Ovviamente  è  più facile gestire pochi parrocchiani, meglio se un pò anziani e cosi fra una gita a Bari (sempre con Lei eccellenza) e una processione a piedi al Divino Amore, don Claudio si ritrova però spesso a fare i  conti con i suoi ragazzi che lo tirano per la tonaca.

Vede Eccellenza, da questo anno anche i  Campi-scuola  di  "Zia Sandra e Company" sono stati  vietati e   chi va a chiedere spiegazioni a don Claudio riceve come risposta  "Motivi personali " creando cosi forti discussioni tra le mamme  e i nostri catechisti.

Un poco del suo prezioso tempo lo dedichi    -se può e vuole-    ai suoi  parrocchiani più giovani , sia tra quelli di S. Pietro che tra i "sarocchini".

Vada a chiedere a loro cosa ne pensano. Ai ragazzi e ai giovani però... non a suore o adulti che non hanno potuto o saputo condividere pienamente lo spirito di adattamento di un vero campo-scuola , praticamente gestito dai ragazzi stessi, così da  livellare  indistintamente tutti  ad un solo piano,  sempre con  la attenta supervisione di adulti  esperti e anche qualificati in mancanza del prete! 

 Comunque poi, Voi Eccellenza,  tirate le somme, e se lo riterrete necessario, ripristinate questo importante, misterioso, incomparabile servizio mirato esclusivamente a dare direzione e crescita verso il Cristo Signore, al più grande numero possibile dei vostri giovani parrocchiani.

Tuttavia   nelle due parrocchie non tutto è fermo e i ragazzi hanno capito da soli che don Claudio va aiutato poiché l'enorme mole di lavoro gli ha tolto il tempo materiale per fare il pastore. Sia a S. Rocco che a S. Pietro cercano di disturbare il meno possibile e  lo incontrano in privato se  ci sono richieste veramente urgenti.

Permettetemi ancora un pensiero:

Fate rimboccare le maniche non solo a don Claudio o alle poche suore rimaste, ma a chi può e vuole dare una mano fra i vostri parrocchiani laici, e  tra un errore e una cosa azzeccata,  si andrebbe però nella direzione giusta, verso una vera comunità degna di questa parola, con la voglia di " fare ed essere una parrocchia", con grinta e motivazione!

A quel punto don Claudio o chi per lui avrebbe il compito di " ottimizzare " le varie soluzioni  già abbozzate dalla comunità stessa per risolvere i piccoli grandi problemi.

Molti pregano già da tempo per poter arrivare a questo stato di cose.

Io ho cercato di trovare le parole per  poter sottolinearle e lasciarne traccia per il prossimo futuro.

 

Luigi.