
|
Erano i primi di
Novembre, l' Ottavario dei Morti. Non mi fa finire di parlare che si avvicina di più al drappo e mi indica senza dire nulla una cucitura , quella che ho evidenziato con le frecce, nel particolare qui sotto.
<<Anvedi. E' cucita...e che gli è successo...e commè Albé...?>> gli domando
<< E comme che è..>> mi fa, divertito dalla mia palese sorpresa (e che di sicuro si aspettava ): <<E che 'nse vede? E' na
porta! Qua c'era l'apertura sul drappo che doveva coprì na porticina,
e probabilmente l'antico ingresso che dalla chiesa te portava
dentro la Sacrestia. >> In quel momento Vinicio, il Guardiano
della Confraternita comincia a spegnere le luci della chiesa perché era
già tardi in verità (e anche perché la mattina era stato alle Lodi
Mattutine delle ore 6! ) . <<Albertò, m' hai fatto venì nà
bella curiosità >> e
già pensavo dove potevo trovare qualcosa da leggere sui drappi dei
Confratelli...
Al riguardo ricordo che da ragazzo, chiesi a Mario il sacrestano ( a
proposito sapevate che
è anche l'unico
Camerlengo della Ven. Confraternita? ) come mai quella bruciatura è così grande e solo
in quel punto. Mi raccontò che era successo perché quel drappo veniva
appeso vicino al tabernacolo (quando il Santissimo si trovava
ancora nella
navata destra ) che aveva di fronte al piccolo altare, un porta-candele di
ferro di quelli con tante
manine a molla in cui si inserivano le candele previo qualche
monetina infilata in una fessura a mo di salvadanaio. Questo candeliere con tutte le
sue belle candeline accese, fu purtroppo spostato da qualcuno troppo vicino al drappo...Il
resto lo immaginate.
Questa cosa mi ha fatto venire in mente anche un particolare, letto (a pag 14
) nel volumetto della dott.ssa Guerrieri, riguardo al
numero preciso delle tele acquistate dalla Ven. Confraternita ( di allora).
Vi riporto per comodità una parte del testo del contratto stipulato fra
la Ven. Confraternita e il realizzatore certo Giulio del fu Domenico Pantalissi : " ...per tutta la navata di mezzo
della Ven. Chiesa di S. Maria del Vivaio Domo vecchio detta di S. Rocco
di d.a Città, e palio dell'organo secondo il dissegno fatto ...."
".....obligandosi di fare oltre li due
quadri d'arazzi fatti e consegnati altri arazzi numero
sedici in modo che in tutto siano
dieciotto compresovi quello da porsi sopra l'arco
dell'altar maggiore fino al tetto...ecc" Attualmente la Confraternita espone 11 drappi ad arco (ben documentati e fotografati), ma anche altri 3 drappi rettangolari raffiguranti però solo una colonna, e qui sotto da me fotografati "al volo" con il mio telefonino prima che venissero staccati e poi ben custoditi con gli altri drappi dai Confratelli, finito l' Ottavario.
Di questi 3 drappi (possiamo dire dire " minori" ?), nei libri e opuscoli in mio possesso non vi ho trovato foto. Alcuni accenni trovati ancora sulle dispense della Tantillo. Chissà se le colonne potrebbero diventare un motivo per creare una appendice al volumetto della dott.ssa Guerrieri e della Associazione Amici di Frascati ( Il volume è veramente così ben fatto che ormai lo uso come riferimento per le date e per tutti i richiami che riguardano le tele e la Ven. Confraternita ) i quali con la loro grande esperienza e sicuramente con le maggior possibilità di canali per eseguire una approfondita ricerca. Probabilmente può darsi addirittura che già esistano volumi o libri che lo documentano, ma io non ne sono al corrente però. In questo caso perdonatemi l' ignoranza e indicatemeli.
Riguardo ancora al drappo con la cucitura a L rovesciata stavo pure ricontrollando, ma stavolta sul libro di Leonello Razza ,
curato da don G. Busco e impreziosito da don G. Liberti di foto a colori ( S.
Maria in Vivario - Vicende storiche dell'antica cattedrale di
Frascati - ed.Vivarum del 1975 ) la pianta della chiesa nel
XIX secolo ( vedi a pag.
72, ma è pure riportata a pag. 8 del volumetto della Guerrieri ) in una foto del disegno eseguito a mano da Mons. Pietro Santovetti
(canonico della Cattedrale di Frascati vissuto 1794-1879)
che riporta l'antico ingresso alla Sacrestia,
giusto giusto alla altezza dove viene
appeso attualmente il telo di cui sopra.
Mi chiedo ora : l'arazzo ET DISSIPAVIT (appunto quello con le cuciture a L rovesciata) sembra quasi essere stato dipinto apposta dall' autore in modo che potesse essere attaccato alla parete, e difatti la parte essenzialmente povera come diceva Albertone da soggetti , capita proprio in corrispondenza del passaggio riportato nella pianta da Santovetti (ed ecco quei tagli sul drappo per permetterne l'apertura). Forse in fase d' opera, fu tenuto conto della eventualità che il drappo ( e per logica quindi anche gli altri) potesse essere anche appeso non solo tra le colonne centrali ma anche sui muri perimetrali? E non sembra che il drappo sia stato scelto fra gli altri per essere messo a copertura della porta solo per quel vuoto, in quanto la sequenza logica dei teli (serie del Figliol Prodigo ) risulta sempre continua e in modo ordinato dal primo all'ultimo drappo, cosa che non succedeva quando, in tempi relativamente recenti ( già io lo ricordo non essendo Matusalemme ) veniva appeso il drappo ET REVIXIT ( quello del figliol prodigo che torna dal padre), sull'ingresso odierno della Sacrestia. Difatti ha anch'esso ha varie cuciture che ho evidenziato nella foto sotto:
In questo drappo però la cucitura è solo verticale in quanto per permettere il passaggio verso la Sacrestia i due lembi del telo venivano aperti a mò di tenda ). Corrisponde proprio tutto, come si vede qui sotto con una sovrapposizione di immagini realizzata con il solito software di fotoritocco. E' appena visibile il taglio in alto a sinistra che permetteva di suonare la campanella, ma molto ben visibile è la piccola apertura orizzontale per arrivare all'acquasantiera , così come quella verticale per il passaggio dalla chiesa in Sacrestia.
Però la sequenza della storia veniva in questo modo malamente spezzata . In più al posto del drappo ET REVIXIT , veniva appeso quello parzialmente visibile sulla sinistra qui sopra nella foto di base, appeso nell' arco della cappellina dei Santi Sebastiano e Rocco alla sinistra dell' ingresso Sacrestia .
|
|
|